30.4.11

DAL SAN MARCO A TRENTO L'APPELLO ALLA DEMOCRAZIA E ALLA DIFESA DEI BENI COMUNI

Da Alex Zanotelli agli altri ospiti: cuori e menti in piazza!
Venerdì presidio e consegna della lettera contro lo scippo dei referendum al Commissario del Governo.

Durante la riuscita serata al San Marco “Acqua e nucleare, questioni di vita e di morte”, organizzata dal Comitato trentino “2sì per l’acqua bene comune”, una riflessione a tutto tondo su democrazia, ambiente e beni comuni. Il teatro al completo ha visto la cittadinanza trentina presente ed attiva sulle tematiche forti che i referendum vogliono affrontare: acqua, nucleare, ma anche controllo sociale e partecipazione. Con Alex Zanotelli, il presidente delle Acli Arrigo Dalfovo e l’astrofisico Luca Tornatore.

Arrigo Dalfovo: Trentino bello ma fragile. Segnato da sempre dall’acqua, ed ora rischia di pensare all’acqua come un bene privato. E’questo il nostro Trentino? 1966, ultimo dei drammi antichi, l’alluvione. 1985, Stava. Il “lasciar fare” che ha fatto questo. Leggi ne abbiamo fatte molte, ma come mai nonostante questo la nostra terra è così disastrata? Perché è mancata la capacità di far capire che queste leggi sono parte della comunità. Ora ci vogliono propinare ancora cemento, ancora impianti di risalita, ancora strade. Che idee di futuro abbiamo? Le Acli vogliono uno stile di vita di cui si possa discutere tranquillamente. Perché non si può ridiscutere dell’inceneritore? Io lo dico: partecipazione per me vuol dire che quando è necessario si deve scendere in piazza. Ci vuole un reale processo conoscitivo e decisionale.
Penso ad Alex Langher che diceva, bisogna passare da verdi di testa a verdi di cuore. Dobbiamo passare tutti da cittadini di testa a cittadini di cuore.


Luca Tornatore: direi che è quasi una magia parlare in queste serate. Io sottoscriverei completamente quello detto da Dalfovo. Dieci anni fa eravamo nei Social Forum delle stesse cose. La magia è che storie diverse attorno ai beni comuni si sovrappongono usando le stesse parole.
Parlando di cuore: perché non posso decidere sul mio futuro sulla base dell’emotività? Noi non siamo mica vampiri. Voglio recuperare il mio essere umano. Noi vogliamo restare umani, per fare un saluto a Vik. Questa è la cifra della discussione sull’acqua o sul nucleare. Non i tecnicismi.
Serve energia per tutto, anche per poter cambiare e poter essere cittadini. Se c’è un controllo su questa possibilità, c’è anche sul “possibile”. Non si può far finta di non capire che un bene naturale non è immediatamente accessibile. L’organizzazione che serve per poter accedere a quel bene è un elemento costitutivo della democrazia, della cittadinanza.
Io sono un precario. La mia accessibilità è appena sufficiente per accedere ai servizi. Se io non posso fare diversamente, che responsabilità ho? Ma io voglio prendermi la responsabilità di gestire il mio territorio. Non è solo l’accesso, ma anche come usi un bene.
Se questo è all’ordine del giorno, la discussione dev’essere non come centralizzare di più l’energia, ma di come diffonderla di più. Ovvero, come rendere democratica l’energia. Un diritto e una responsabilità, che mi farebbe ridiscutere tutta l’organzzazione di un mondo, che è finito. Una crescita esponenziale infinita non esiste. Il dibattito su questo referendum è questo: poter discutere di tutto questo. Il nucleare parla anche di guerre, non solo di utilizzo civile. Vogliamo continuare a dare le chiavi del possibile ad una razionalità privata?
Siamo di fronte alla crisi ecologica più grave della Storia dell’uomo. Ci dicono che il nucleare è pulito, è sicuro, non finisce mai. Ma l’uranio non è infinito, e questo lo dicono le stesse lobby nucleariste. La UE dice che nel 2030 pur crescendo del 150% sui consumi energetici, potremmo risparmiare semplicemente cambiando i dispositivi (pari ad una dozzina di centrali nucleari).

Padre Alex: è bello sentire un presidente delle Acli dire quello che ha detto. Grazie davvero anche a Tornatore perché è bello sentire uno scienziato che dice quello che ha detto. Sono stato qui circa due anni fa e ho visto quante cose sono cambiate, anche partendo da quella stessa sera, con Oscar Olivera dalla Bolivia e compagni. Ci stiamo organizzando davvero tanto, anche qui in Trentino. Partecipano un sacco di giovani, e per fortuna. Perché noi abbiamo fatto questa bella frittata, consegnando a loro un mondo malato. Dobbiamo invece parlare ai giovani ed aiutarli a capire, perché è un momento epocale. Qui rischiamo il Pianeta, diventa fondamentale organizzarci dal basso, non aspettiamoci più nulla dall'alto, organizzandoci e reagendo. La bellezza di questo referendum sull’acqua è che è stato promosso dal basso, dalla cittadinanza attiva, che diventa per la prima volta soggetto politico (una volta D’Alema si era arrabbiato, quando l’ho detto ad una conferenza…). Stiamo facendo politica davvero. Ma cosa decidiamo noi veramente?
Cosa resta di comune in questo Comune, verrebbe da chiedere? Ci stanno esternalizzando tutto, svendendo tutto. Questo impegno sui beni comuni, partendo dall’acqua, che sentiamo dentro di noi, è fondamentale. Ma come abbiamo fatto ad arrivare a questo scempio, di privatizzare la Madre? C’è una crisi etica, morale, spirituale, mai vista. Citando i Padri della Chiesa, qual è la prima Bibbia che ci è stata data? E’ proprio il Pianeta. E quanto ci ha messo a farlo il Signore? Non ditemi 7 giorni…oltre 4 miliardi! Io sono missionario, lo sapete. La mia gente di Korogocho mi ha detto: và a convertire la tua tribù bianca. Pensiamo agli aymarà: loro quando vanno ad arare un campo, passano tutta la notte a piangere per il male che faranno alla terra. Noi siamo imbrigliati solo nell’idea del mercato. Ma abbiamo bisogno di altro. Voi che siete trentini, rimandate i vostri figli nei boschi a leggere le foglie degli alberi. Dobbiamo ritrovare la nostra spiritualità. L’oggetto del desiderio del mercato è diventato l’Oro Blu. Ed è usata in maniera sconsiderata. A Taio (in Val di Non, ndr) il sindaco mi ha detto che stanno scendendo sempre di più per trovare falde idriche. Abbiamo la lucidità di capire dove stiamo andando, dove ci sta portando questa logica? Abbiamo le multinazionali scatenate – Veolia, Suez e via dicendo, che hanno un fatturato pari al Pil di 50 stati poveri. In Trentino abbiamo acqua? Abbiamo acqua, abbiamo ghiacciai…occhio che l’acqua è una questione già militare. Pensate al Gange, che domani sarà asciutto, l’Hymalaya salterà. Capite bene quanto bisogna essere imbecilli ad andare a consegnare ai privati l’acqua in questo momento! Ma come avete fatto ad accettare quel traforo al Brennero che vi vogliono fare? 1300 metri cubi d’acqua al secondo sgorgheranno laddove faranno il buco.
Ci affidiamo agli esperti? In malora gli esperti, ci vuole il controllo sociale!


Una serata pensata ed organizzata dal Comitato Trentino “Due sì per l’acqua pubblica” del Trentino per un ragionamento collettivo sui beni comuni, ma che è andato molto più in là, a partire dallo scippo della democrazia che il Governo sta tentanto di perpetrare ai danni delle votazioni referendarie. Durante la serata è stata lanciata anche l’iniziativa del Comitato trentino 2 sì per l’Acqua Bene Comune, che ha dato appuntamento ai presenti al presidio sotto il Commissariato del Governo (alle ore 17.00) per chiedere, in contemporanea alle città di tutta Italia, il rispetto della democrazia, e della volontà dei cittadini di esprimersi con i referendum.


Comitato trentino 2sì per l’acqua pubblica

Trento, 28 aprile ’11

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