10.11.09

10 Novembre mail bombing su componenti Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati

Di seguito e al seguente link (http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6679) il testo e l'indirizzario per il mailbombing che abbiamo previsto di fare domani 10 Novembre sui componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati.
Fate girare la notizia.


Campagna nazionale "Salva l’Acqua"

10 Novembre mail bombing su componenti Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati

Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l’Art.15 del DL 135/09.
Tale provvedimento approderà alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati il 10 Novembre.
Se convertito in legge, il DL 135/09, sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto.
Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.
Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame presso il Senato e in previsione della discussione di tale provvedimento alla Camera dei Deputati (inizio previsto per il 16 Novembre) è necessario attuare un mail bombing sui componenti della Commissione, al fine di mettere un po’ di pressione richiedendo di sostenere le nostre proposte nel dibattito.

Affinchè il mail bombing sortisca effetto, è importante che l’invio delle mail sia realizzato contemporaneamente dal maggior numero di persone possibili,

concentriamoci tutt* sulla giornata di martedì 10 Novembre


Di seguito l’elenco degli indirizzi e-mail delle/dei Deputate/Deputati della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed il testo da inviare loro


Elenco e-mail:

bruno_d@camera.it, santelli_j@camera.it, zaccaria_r@camera.it, lomoro_d@camera.it, sbai_s@camera.it, amici_m@camera.it,
bernini_a@camera.it, bertolini_i@camera.it, bianconi_m@camera.it, bocchino_i@camera.it, bordo_m@camera.it, bressa_g@camera.it,
calabria_a@camera.it, calderisi_g@camera.it, cicchitto_f@camera.it, cristaldi_n@camera.it, dallago_m@camera.it, diserio_o@camera.it,
degirolamo_n@camera.it, distaso_a@camera.it, dussin_luciano@camera.it, favia_d@camera.it, ferrari_p@camera.it, fontanelli_p@camera.it,
giachetti_r@camera.it, giovanelli_o@camera.it, laloggia_e@camera.it, laffranco_p@camera.it, lanzillotta_l@camera.it, lorenzin_b@camera.it,
mannino_c@camera.it, mantini_p@camera.it, minniti_d@camera.it, naccarato_a@camera.it, orsini_a@camera.it, pastore_m@camera.it,
pecorella_g@camera.it, pisicchio_g@camera.it, pollastrini_b@camera.it, stasi_m@camera.it, stracquadanio_g@camera.it,
tassone_m@camera.it, turco_mrz@camera.it, vanalli_p@camera.it, salvatore.vassallo@camera.it, volpi_r@camera.it, zeller_k@camera.it

Testo della mail da inviare:



Alle/ai Deputate/Deputati della Commissione Affari Costituzionali della Camera

Oggetto: esame del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135

Gentile Deputata/Deputato,

Il recente Art. 15 del D.L. 135/09 - che ha modificato l’Art. 23bis L. 133/08 - anche nella versione appena approvata dal Senato muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali.

Come aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua una rete associativa cui aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, affermiamo con forza:

Se voti la privatizzazione dell’acqua lo fai non in mio nome!

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita!

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale!

Si tratta di un provvedimento inaccettabile!


Pertanto, in previsione della discussione di tale provvedimento presso la Commissione Affari Costituzionali,

chiediamo

- di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;

- di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;

- eliminare obbligo di affidamento della gestione del Servizio idrico tramite gara e della cessione del 40% a privati per le gestione dirette dei Comuni, riconoscendo l’autonomia di scelta da parte degli Enti locali, in particolare delle Regioni sancita dalla Costituzione (Art.117);

- di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Restiamo in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua di conoscere le Sue decisioni.
Cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali saluti.

Firma del Comitato... o firma del singolo cittadino

aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua




Per riscontro e contatti:
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

Il Governo privatizza l’acqua


Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale. IMPEDIAMOLO!

Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.
Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita
Si tratta di un provvedimento inaccettabile!
Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo:
- A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.
- Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
- Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.
- Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.
- Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno.
Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica e ai Presidenti delle due Camere
L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.
Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.
Salvare l’acqua è una questione di democrazia.

Ottobre 2009 – Appello a cura
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

22.10.09

Il rio Bondai è patrimonio collettivo

fonte: l'Adige del 21.10.'09

San Lorenzo «Ci hanno tolto tutto, e il rio Bondai è patrimonio collettivo»
«Centrale, no giustificato»



SAN LORENZO IN BANALE - In attesa che il Comune di San Lorenzo porti in consiglio la questione, nel Banale continua il dibattito sul progetto del Ceis di sfruttare la sorgente stagionale dei Paroi e il torrente Bondai con una centralina idroelettrica. L'ingegner Matteo Tomasi , in una nota, afferma come non solo i pareri dei cittadini di San Lorenzo debbano essere ascoltati prima di prendere la decisione definitiva sul Bondai. «Desidero esprimere alcune mie considerazioni - scrive - in merito ai problemi connessi con l'ipotizzato utilizzo a fini idroelettrici di quel che resta del torrente Bondai, nel comune di San Lorenzo in Banale. Ritengo priva di fondamento l'osservazione, raccolta in paese, che il problema del ventilato depauperamento del rio Bondai, per la costruzione di una centrale, sia di pertinenza esclusivamente dei residenti e che pertanto le firme raccolte per la tutela del rio "provenienti da fuori" abbiano scarso peso. Credo che infatti l'ambiente sia patrimonio di tutti e mi chiedo se sia possibile che le Dolomiti vengano definite «patrimonio dell'umanità» e il territorio nel quale sono incastonate rimanga feudo solo di pochi locali. A conferma di ciò, evidenzio che il Bondai è inserito nell'elenco delle acque pubbliche, con vincoli di gestione e concessione all'uso che superano la giurisdizione dell'ente locale e fanno capo alla collettività, nella fattispecie rappresentata dalla Provincia. Invito quindi i residenti a firmare per la salvaguardia del Bondai e dell'ambiente, ma invito anche chi conosce San Lorenzo, chi è venuto per la Sagra della Ciuìga o in altre occasioni per visitare uno dei Borghi più belli d'Italia, a ritornare e a firmare perché questo paese conservi la sua qualifica. San Lorenzo infatti potrà mantenere la sua peculiarità, anche salvando un habitat unico che è ancora di estremo valore e fascino, pure avendo subito dei danni in questi ultimi anni. L'avversione alla centrale non è un fatto di egoismo, ma una giustificata opposizione, perché nel nostro "giardino idrografico" ci è stato tolto e rovinato quasi tutto: il torrente Ambiez spesso prosciugato, il lago di Nembia cancellato per anni e ripristinato artificiosamente, il lago di Molveno snaturato, il rio Bondai impoverito e tagliato da prese ed altre opere. Abbiamo dato quasi tutto, quel poco che resta ci sia lasciato». A. Z.

Vedi anche il gruppo nato su Facebook per la salvaguardia del Bondai
www.facebook.com/wall.php?id=103205100931

25.6.09

Besenello dice "no" a Tav e dighe

Perplessità su infiltrazioni e sull’impatto ambientale

BESENELLO - Né Tav, né dighe sull'Adige. Il consiglio comunale, unito come raramente succede, all'unanimità ha bocciato sia il mega progetto provinciale dell'alta velocità ferroviaria - in concreto, una nuova ferrovia che scende lungo tutta la valle dell'Adige, per il 90 per cento in galleria, costo stimato 2,7 miliardi di euro - sia la riedizione dei celebri «salti nell'Adige», già stralciati negli anni Novanta: due dighe a scopo idroelettrico (una tra Volano e Pomarolo, l'altra nel Comune di Besenello) proposte in concorrenza da Aquafil Power e Dolomiti Energia. «Pur essendo favorevole al trasferimento del trasporto merci da gomma a rotaia - si legge nel testo della delibera sulla Tav, condivisa da tutto il consiglio - l'amministrazione comunale rileva troppe incertezze tecniche che non permettono di esprimere un parere favorevole. Nella relazione idrogeologica si evidenziano, infatti, molti problemi legati alla possibilità di intercettazione delle falde acquifere che alimentano gli acquedotti». Gli altri elementi critici rilevati dal consiglio sono gli scavi, lo stoccaggio dell'enorme quantità di materiale di risulta e il suo trasporto, che impegnerebbe le strade per anni e anni, congestionandole. Infine, i cantieri, che «occuperebbero elevate porzioni di terreno agricolo, con perdita di produzione e deturpamento del paesaggio».
Per quanto riguarda le dighe sull'Adige, la situazione è diversa, ma l'esito lo stesso. Il Comune, infatti, è chiamato a valutare, preventivamente all'attivazione del procedimento amministrativo di concessione di nuove derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico (chieste da Aquafil Power e da Dolomiti Energia), se sussistono prevalenti interessi pubblici ad un diverso uso delle acque rispetto a quello idroelettrico, o un prevalente interesse ambientale incompatibile con la derivazione. «All'interno del progetto di Agenda 21 Locale "L'area tra due città" - dice la delibera - che ha coinvolto i comuni di Aldeno, Besenello, Calliano, Nomi e Volano e le circoscrizioni di Mattarello e Ravina-Romagnano, sono state individuate delle azioni da realizzare nell'area interessata dalle opere di derivazione».
La delibera fa qui riferimento, in particolare, a due distinti progetti: uno per realizzare un parco fluviale lungo l'Adige, l'altro per recuperare la navigabilità del fiume, storicamente presente, a scopi turistici: «Il progetto delle dighe sul fiume Adige contrasta in modo molto evidente con quanto individuato nel Piano di azione del progetto di Agenda 21 Locale - dice chiaro il consiglio comunale - che costituisce un documento di programmazione condiviso fra più amministrazioni. Si ritiene pertanto di non condividere i progetti presentati».
«Sono contenta di aver trovato la massima condivisione del consiglio su temi di questa rilevanza - commenta il sindaco Carmen Manfrini - anche perché, diversamente, la nostra comunità sarebbe disorientata. Sul tema delle grandi infrastrutture occorre comunicare un senso di sicurezza, mentre questi progetti avrebbero un impatto grave sull'ambiente della Vallagarina».

di Michele Comper

Fonte: l'Adige del 24 giugno '09

20.6.09

Altissimo: La terza commisione della Provincia boccia la centrale

fonte: l'Adige del 20.06.2009

Per conoscere il punto di vista della Giunta provinciale in merito al progetto di costruzione di un impianto di «riqualificazione energetica» che prevede il pompaggio e la raccolta delle acque del lago di Garda sul Monte Altissimo da cui poi ricadrebbero in galleria nel Benaco, la terza commissione del Consiglio presieduta da Roberto Bombarda ha ascoltato ieri l'assessore ai lavori pubblici, ambiente e trasporti Alberto Pacher.
Questi ha ricordato che il progetto, depositato il 19 novembre 2008 dalla Eva Energie Valsabbia spa, è attualmente all'esame tecnico preliminare del Servizio utilizzazione acque pubbliche della Provincia, la cui verifica ha lo scopo di stabilirne l'ammissibilità alla successiva fase di Valutazione di impatto ambientale. Se l'istruttoria darà esito positivo il progetto sarà sottoposto all'esame del comune di Nago-Torbole, delle altre amministrazioni interessate, della Provincia e delle Regioni i cui territori sono bagnati dalle acque del lago.
«Per questo l'esecutivo non ha ancora espresso alcun parere anche se - ha assicurato Pacher - terremo conto delle preoccupazioni già manifestate dal comune di Riva del Garda e soprattutto dall'associazionismo. Per questo l'attuale fase istruttoria sarà svolta con particolare serietà».
Tutte di segno negativo le considerazioni dei consiglieri. «Sono sconcertato - ha esordito Nerio Giovanazzi - perché si parla di un'opera colossale come se si trattasse di una passerella.
Conosciamo il progetto dai giornali, ma non sappiamo nulla del rapporto costi-benefici, dell'utilità futura di un impianto che fra qualche anno potrebbe risultare tecnologicamente superato e neppure del pesante impatto ambientale in un'area di grande pregio naturalistico come questa». Michele Nardelli del Pd ha rammentato la posizione nettamente sfavorevole alla realizzazione di questo e altri simili impianti già espressa dal Consiglio provinciale con l'approvazione di un ordine del giorno collegato alla finanziaria. Il dispositivo impegna la Giunta a valutare preventivamente le istanze di concessione relative ad impianti di accumulo mediante pompaggio, per salvaguardare l'interesse pubblico, e a garantire il coinvolgimento delle comunità locali. Intanto è nato un comitato di cittadini contrario a questo progetto. Giorgio Leonardi (Pdl) ha chiesto più informazioni perché l'opera «non sembra rispettosa del nostro ambiente naturale».
Al termine del dibattito l'assessore Pacher si è impegnato a riferire alla Giunta «il senso di questa discussione» e ha precisato che se del progetto è stata investita la Provincia prima dei comuni ciò è dovuto all'osservanza dell'attuale normativa, rispetto alla quale «il Consiglio provinciale ha sempre la possibilità di apportare modifiche».
Ha anche precisato che «è difficile legare l'utilizzo del bene acqua solo all'ente pubblico».

Vedi anche:
Nasce il comitato S.O.S. Altissimo

4.6.09

Giornata in difesa dell’acqua: Due appuntamenti di approfondimento tra locale e globale

Giovedì 4 Giugno 2009

- ore 17:30
Sala degli affreschi, Biblioteca Comunale - Via Roma n. 55

Acqua Pubblica o Privata?
...dal Forum di Istanbul all’esperienza trentina.

Il report dal Forum Internazionale sull’acqua che si è svolto a Istanbul in marzo, la legge di iniziativa popolare proposta dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e infine il caso Trentino con Dolomiti Energia Spa.

Interverranno:

Tommaso Fattori - Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Rosario Lembo - Comitato Italiano del Contratto sull’Acqua

Matteo Frisinghelli - Resp. servizio idrico di Dolomiti Energia SpA

Modera Guido Zolezzi - ISF Trento e Ricercatore presso la Facoltà di Ingegneria

Organizza:
Ingegneria Senza Frontiere Trento


- ore 20.30
nella Sala Rosa del Palazzo della Regione, piazza Dante

Pueblos
Gli indigeni Nahuatl del Morelos messicano in difesa dell’Aria, dell’Acqua e della Terra

Testimonianza della lotta delle comunità indigene del Morelos in difesa della gestione ancestrale dei loro territori

con la partecipazione di:

Saul Roque, Taita - Capo Spirituale Nauhati di Xoxocotla, paese natale di Zapata

Fernanda Robinson - Fotografa brasiliana, studiosa di culture indigene mesoamericane, produttore esecutiva del film

Francesco Taboada Tabone - Regista messicano del film documentario "13 puebos en defensa del agua, el aire y la tierra"

Proiezione del pluripremiato film-documentario:
"13 puebos en defensa del agua, el aire y la tierra"

Dalla cittadina natale dello storico rivoluzionario arriverà Saul Roque, capo spirituale della stessa Xoxocotla.
Il film - documentario che li ha resi famosi nel mondo, il pluripremiato “13 Pueblos in difesa dell’acqua, dell’aria e della terra”, per la prima volta in versione italiana, verrà commentato dallo stesso regista, il messicano Francesco Tabone, e dalla produttrice, la brasiliana Fernanda Robinson.
Eredi dei Tlahuicas, Xochimilcas e di altre popolazioni millenarie. Eredi delle lotte di resistenza contro la Colonia e della Rivoluzione Messicana. Discendenti di Emiliano Zapata e Ruben Jaramillo le popolazioni indigene del Morelos stanno continuando le loro "altre" rivoluzioni.

Organizza:
Associazione Yaku

Aderiscono alla giornata: Associazione Ya Basta, Associazione Yaku, Filo Rosso, ISF Trento, Officina Ambiente , Patapunfete, TrentoAttiva


10.5.09

Acqua bene comune e non merce!

Mercoledì scorso una trentina di persone appartenenti a diverse realtà e associazioni trentine si è ritrovata per discutere su un nuovo percorso comune in difesa dell'acqua che sempre più spesso, anche nella nostra provincia, viene considerata una merce piuttosto che un bene comune da salvaguardare.
Come primo passo le associazioni hanno deciso di scrivere un comunicato stampa in merito allo scandaloso caso Surgiva.

COMUNICATO STAMPA

Con una delibera la Provincia di Trento ha rinnovato per altri 25 anni la concessione alla azienda di acque minerali Surgiva F.lli Lunelli spa, della sorgente «Prà dell'Era», una fonte d’acqua nel Parco naturale Adamello Brenta posta ad oltre 1000 metri d’altitudine.
Su quotidiani e mezzi stampa ciò che ha fatto scalpore è stato il canone annuo: la società verserà ogni anno alle casse della Provincia, 8.478,85 euro fino al 25 aprile 2033.
A fronte di un ricavo di poco meno un milione di euro. Si è anche letto di amministratori provinciali e responsabili della Surgiva F.lli Lunelli spa, che - aggirando il problema di fondo - hanno parlato di necessità di favorire l'azienda in un momento di crisi, di intervento a difesa dei posti di lavoro, di compensazioni future in termini di nuove tasse di imbottigliamento.

La questione Surgiva appare invece sintomatica di come nel nostro territorio la gestione dell’acqua venga affrontata come se si trattasse merce e non di un bene comune ed un diritto umano fondamentale.
Associazioni, forze sociali e cittadini che in Trentino si battono in difesa dell’acqua pubblica, riunitisi in assemblea per affrontare la questione Surgiva e, più in generale, discutere la questione acqua e sugli usi dell'acqua e dei beni comuni in Trentino, esprimono con forza il proprio totale rifiuto nei confronti di un simile atteggiamento, davvero miope e in totale contrasto col tempo in cui viviamo – immaginiamo si sarà preso in considerazione, ad esempio, il rapporto Onu recentemente presentato al Forum Mondiale dell’Acqua di Istanbul su come sarà la situazione mondiale dell’acqua nel 2033.
Nonché nei confronti delle stesse modalità, che hanno visto la concessione per un ulteriore quarto di secolo di una fonte d’acqua attraverso semplice delibera provinciale.
La nostra protesta non riguarda quindi la sola questione delle acque imbottigliate, che pure è seria: siamo uno dei primi Paesi al mondo nelle classifiche dei consumatori d’acqua in bottiglia, e siamo al primo posto in Europa con 185 litri annui di consumo procapite. E il Trentino non è da meno, con la concessione alla multinazionale Nestlè – quella del latte in polvere assassino, per intenderci - per l’imbottigliamento di 90 - 110 milioni di litri dalla fonte Pejo.
Ci sono molti e gravi problematiche attorno all’acqua minerale, che vanno dallo sfruttamento ambientale all’inquinamento, dalle normative che regolamentano le analisi dell’acqua minerale - che non è “acqua potabile” e che per questo sottostà a parametri definiti dubbi anche dalla stessa Commissione Europea - allo strapotere delle multinazionali che hanno visto il loro mercato triplicarsi negli ultimi quindici anni raggiungendo un fatturato da 4.500 miliardi, di cui 1.500 spesi in pubblicità.
La questione va necessariamente vista da altri punti di vista, che vadano oltre l’entità di un canone.
Ambiente, salute, ma soprattutto, democrazia nelle decisioni sugli usi: l’acqua è sempre acqua. Un bene comune, che un’etichetta può trasformare in prodotto venduto privatamente.
Contraddizioni che paiono evidenti anche nel caso Surgiva: recita l'articolo 1 della convenzione fra Provincia e Comuni: «Qualora gli acquedotti non fossero in grado di soddisfare la richiesta di acqua ad uso potabile dei territori, Surgiva s'impegna a mettere a disposizione la quantità d'acqua proveniente dalla sorgente eccedente il fabbisogno industriale”. Cioè anche nulla.

Crediamo sia necessario avviare un processo che anche in Trentino metta in primo piano il controllo collettivo e la ripubblicizzazione dell'acqua come principio di democrazia, base per la sua funzione sociale e presupposto per la sua difesa e la sua conservazione.

Associazione Ya Basta Trento
Associazione Yaku
Centro sociale Bruno
Filcams CGIL del Trentino
Officina Ambiente
TrentoAnomala
TrentoAttiva